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Storia dell'ndiana

Dall'insediamento delle prime tribù indiane allo sviluppo dell'industria

L'Indiana fu chiamato così per le molte tribù indiane che vi si stabilirono, dopo che le loro terre erano state occupate dai bianchi. Nel 1670 iniziarono a sopraggiungere dapprima esploratori francesi provenienti dal Canada, che scoprirono le risorse  minerarie del territorio, e seguirono poi avventurieri, mercenari e mercanti di pellicce fino a che intorno al 1732 iniziarono a sorgere le prime fattorie stabili nelle regioni del nord. Nel 1763 gli inglesi si impadronirono del territorio, in cui dovettero però affrontare continue guerre con gli indiani per riuscire a mantenerlo, fino al 1783 anno in cui i coloni si posero sotto la protezione degli USA.


Nel 1800 l'indiana fu riconosciuto dal Congresso come territorio a cui appartenevano l'Illinois, il Wisconsin e parte del Michigan e del Minnesota e la capitale divenne Vincennes. Successivamente prima il Michigan, poi l'Illinois,  divennero territori a parte. Nel 1816 l'Indiana entrò a far parte dell'Unione come diciannovesimo stato e gran parte dei coloni Inglesi si stabilirono nei territori del sud, dopo di loro seguirono gli Svizzeri, che introdussero moltissimi schiavi di colore, una quindicina di anni più tardi sopraggiunsero anche Irlandesi, Polacchi, Tedeschi, Ungheresi, Iugoslavi e Cechi.


Nella prima guerra mondiale numerosissimi abitanti dell'Indiana furono arruolati per combattere in Francia nelle forze armate statunitensi. Durante la seconda guerra mondiale si assiste al passaggio da un produzione prevalentemente agricola,  con un territorio dedicato quasi esclusivamente alla coltivazione di grano, mais e tabacco, alla moltiplicazione della produttività industriale. In un primo momento fiumi e strade ordinarie, furono le prime vie di comunicazione fino allo sviluppo delle prime ferrovie elettriche sostituite poi  dal progressivo sviluppo di servizi automobilistici, aeroporti, linee ferroviarie transcontinentali e numerosi porti.